Katia, la guerriera dei fornelli che ha sfidato la pandemia

In pieno lockdown, dalla cucina di casa ha creato un'impresa, realizzando il sogno di tre generazioni di donne della sua famiglia. E oggi, con suo marito e il suo Gatto Famelico, insegna a cucinare (e a bere) bene a tutto il mondo

Katia Sarazzi, fondatrice del Gatto Famelico

Katia Sarazzi, fondatrice del Gatto Famelico

globalist 14 marzo 2021

di Carla Coltro 


«Canterò le mie canzoni per la strada |e affronterò la vita a muso duro | un guerriero senza patria e senza spada | con un piede nel passato | e lo sguardo dritto e aperto nel futuro». Era il 1979 quando Pierangelo Bertoli cantava queste parole. Parole che tornano alla mente  pensando a chi, ormai da più di un anno, osa sfidare il Covid “a muso duro”. E vestito di bianco. 

Non solo quello di camici e divise indossate dall’esercito di medici e infermieri che strappano vite al virus, ma anche la casacca bianca di Katia Sarazzi, guerriera con una patria, Domodossola, e un coltello (anzi un set di preziose e affilatissime lame giapponesi) al posto della spada. La storia di Katia è quella di chi non si arrende al destino, alla pandemia, alla crisi, e tenendo un piede nel passato (quello della tradizione culinaria italiana) punta lo sguardo dritto e aperto in un futuro fatto di sapori che hanno il gusto di una vita. 

La chef in versione "guerriera" con gli inseparabili coltelli

Insieme al marito Stefano Semeria - che ama definirsi apprendista streg… degustatore - la guerriera dei fornelli Katia ha deciso di combattere la crisi trasformandosi in imprenditrice e adibendo la sua cucina di casa a quartier generale de Il Gatto famelico.

«La scorsa estate, in piena pandemia, tra un lockdown e l’altro, abbiamo deciso di aprire un’attività di home chef dividendoci tra Italia e Francia, tra le cucine delle case e quelle degli yacht che affollano la costa ligure-nizzarda» raccontano.

Aprire mentre molti ristoranti chiudono, mentre gli stellati immaginano i piatti del rilancio del loro ristoranti che al momento faticano sembra folle, ma la coppia ha buttato il cuore oltre l’ostacolo col coraggio di chi prova a piantare un fiore sulla socialità, là dove regna la paura e il distanziamento. 

«In un mondo di ingredienti industriali, abbiamo scelto piccoli produttori, quelli che la pandemia sta piegando come fuscelli al vento, e primizie del territorio selezionate con cura e con amore», spiega Katia. 

Katia e suo marito Stefano ad Alberobello (Puglia), durante l'ultimo tour enogastronomico dell'Italia 

La storia di Katia è comune a molte persone, una di quelle che cominciano in salita. Ed è forse per quello che riesce ad andare oltre la collina delle difficoltà. 

«I miei genitori si sono separati quando ero ancora piccina, e mia mamma, che mi ha avuta a solo 19 anni, per lavorare da Domodossola scendeva fino in Liguria, a Cervo. Si fermava a fare le stagioni estive, mentre io stavo su dalla nonna», racconta la chef. 

«Attendevo sempre con molta gioia i giorni in cui con la nonna potevamo scendere a trovare la mamma. Alle volte le facevamo una sorpresa arrivando tardi alla sera, e nonostante la stanchezza mamma mi preparava comunque la zuppetta di pesce che io amavo tanto». 

Memorie indelebili di quella infanzia sono le lunghe cucinate, affidate alle sapienti mani delle donne uniche custodi della cultura gastronomica di famiglia. Una sensazione tangibile di “famiglia” che toccava l’apice a pranzo e a cena, secondo la più pura tradizione italiana. 

Una vita di sfide e competizioni quella di Katia, continuata sui campi di pallavolo prima come giocatrice professionista e poi come allenatore di bambini e le adolescenti, ma sempre con la stessa missione: tramandare il sapere sportivo in campo, e quello culinario in cucina.


Nato in piena pandemia, Il Gatto Famelico ha già ottenuto il riconoscimento "Eccellenze Italiane". 

«Io e Stefano ci rivolgiamo a chi è consapevole che la cucina si tramanda, non basta seguire le istruzioni, che una ricetta non va solo cucinata, si deve raccontare. Perchè ogni piatto è una storia, di cuochi, vignaioli, coltivatori, agricoltori, la storia della cultura di un popolo intero e di ciascuna famiglia», continua Katia, che per raccontare questa storia d’Italia a sapori senza barriere geografiche, ha scelto GlobalStyle. 

Da questa settimana, infatti, le migliori ricette del Gatto Famelico (con le istruzioni passo a passo per eseguirle), e i vini perfetti con cui accompagnarle (con le schede video di degustazione) diventano un appuntamento fisso

«Voglio tramandare l’Italia in cucina a voi, come mia madre e mia nonna l’hanno fatto con me. E come le bisnonne l’hanno fatto con mia mamma e la nonna. Fuori pentole e ingredienti, il futuro si affronta partendo dalla cura, anche gastronomica, che prestiamo ai nostri cari».