Storia di Kevin e Georgio, uomini che si fanno calpestare nascosti in un tappeto

Per colpa della pandemia e della chiusura di club privati e locali underground, i due "tappeti umani" sono stati costretti ad arrotolarsi per le strade di New York per farsi calpestare da ignari passanti

Uno dei due uomini tappeto in strada a New York

Uno dei due uomini tappeto in strada a New York

globalist 20 febbraio 2021
di Erika Suban

Certo che il Covid ne ha create di difficoltà, per tutti.
Ma se ti fai chiamare Kevin Carpet (Kevin Tappeto) perché ti piace farti calpestare nascosto in un tappeto, il lockdown a New York ti ha proprio scombussolato la vita.
Kevin era conosciuto negli ambienti notturni della Grande Mela perché si metteva, generalmente arrotolato in un grande tappeto, sotto il banco del bar dei club alla moda. Chiunque volesse ordinare da bere, doveva passare su di lui. Si poteva poi scegliere di rimanere sopra una qualunque parte del suo corpo o scendere per andare a ballare.
“Se sono ad un evento privato speciale, a volte non uso un tappeto. Ma agli eventi più grandi ho bisogno di un tappeto per sicurezza, non proprio per me ma per la folla. Le persone potrebbero inciampare o calpestare la mia gamba e cadere” aveva raccontato durante un’intervista a Village Voice nel 2012.
Kevin ha iniziato la carriera di tappeto umano negli anni ’80, e negli eventi gotici/dark, spesso si limitava a sdraiarsi vicino al bar vestito tutto di nero, con gli occhiali scuri e i guanti. Poi ha scoperto che la maggior parte delle persone rimaneva su di lui solo per un breve periodo a causa dell’instabilità della sua pancia e del suo corpo e ha quindi iniziato ad usare i tappeti.
Persino Lady Gaga, che lo ha incontrato durante alcuni eventi privati, ne ha parlato in un video su Youtube (che è stato poi rimosso). Lei e le sue amiche, raccontava  hanno provato il brivido di camminare su Kevin. 
Secondo il protagonista questa sua peculiarità sarebbe un’arte, piuttosto che un fetish. E non è l’unico a pensarlo. Perchè Kevin ha un concorrente sulla piazza. 
Georgio è arrivato a New York da Malta tanti anni fa, ma ha iniziato a nascondersi in un tappeto professionalmente solo 15 anni fa, anche lui nei club privati. I proprietari di bar e discoteche, infatti, trovano questo hobby piuttosto divertente e da qualche anno pagano per il servizio “di intrattenimento” dei clienti. Ma non c'è competizione tra i due, gli uomini tappeto si dividono amichevolmente il mercato.
Nel 2009 Georgio  prendeva 200 dollari a serata, più le mance, a quanto dice al New York Times. Non si tratta di un lavoro a tempo pieno però, e di giorno (purtroppo?), l'uomo è costretto a spogliarsi del tappeto e vestire i più comuni panni di massaggiatore. Si tratta soprattutto una passione. Georgio ama farsi calpestare. Più sono pesanti i calpestatori e meglio è. La persona più pesante che gli è salita sopra pesava 130 chili, e una volta ha avuto sopra dodici donne allo stesso tempo. Secondo lui questo sarebbe un record da Guinnes dei Primati apparentemente ancora imbattuto.
A Georgio piacciono le feste intense in cui il flusso dei calpestatori è costante. Si fa chiamare “The Human Carpet” (il tappeto umano) e in un suo video promozionale su you tube dice che continuerà a farlo «finché ci sono abbastanza persone che si divertono a camminarmi sopra».


 
Ormai è passato un anno da quando le discoteche e i locali di New York sono chiusi e c'è chi si è chiesto cosa stiano facendo Kevin e Georgio adesso, nella nuova raltà firmata Covid?
Qualche giorno fa sarebbe stato avvistato un tappeto che si muoveva sulla Terza Avenue e Astor Place (il cuore dell'East Village "alternativo).
Era stato posizionato proprio sulla curva del marciapiede, circondato da barriere, non dando ai pedoni altra scelta che quella di camminarci sopra. Qualche ora più tardi il tappeto, evidentemente vuoto, era stato piegato.



Che al suo interno ci fosse stato Kevin? O forse era Georgio?
Potrebbe non essere stato nessuno dei due, ma è lecito sospettare. Sono ormai lontani i tempi in cui ci si poteva "aggregare" in club e simili. Qualcuno probabilmente si è stufato di aspettare.