#HimToo: ascesa e caduta di Andrew Cuomo, uomo 'forte' di New York

Da "Uomo Forte" a "Uomo che Forza": commenti e reazioni alle dimissioni del Governatore di New York Andrew Cuomo, accusato di essere un molestatore sessuale

Andrew Cuomo annuncia in diretta le sue dimissioni da Governatore di New York

Andrew Cuomo annuncia in diretta le sue dimissioni da Governatore di New York

Flavia Caroppo 12 agosto 2021

Poco più di un anno fa, quando ancora la pandemia stringeva New York in una morsa di paura, quando i riccastri dell’Upper West (e anche East) Side lasciavano la città per rifugiarsi nelle loro ville faraoniche negli Hamptons, o in Florida, e i “poveri” (ovvero chiunque non abbia uno stipendio almeno a sei cifre), si bardavano come in un film post apocalittico solo per prendere la metropolitana e andare a lavoro, lui era un eroe.
C’era chi spopolava su YouTube dedicandogli parodie di canzoni famose, chi cominciava la giornata guardando la sua conferenza stampa mentre sudava correndo sul tapis-roulant, chi si considerava la sua fidanzata (all'insaputa di lui) e chi si offriva -su Twitter- di cucinare la cena della domenica per lui e famiglia in veste di dea delle polpette (quella ero io, e mi ha messo anche un like).
Insomma, ai tempi della pandemia Andrew Cuomo era un eroe, l’uomo forte in grado di tenere testa a Trump, l’orgoglio nazionale di molti italo-americani e italiani emigrati (tranne che per i Trumpisti, per i quali era la “bestia nera”).
Era, addirittura, un possibile futuro candidato alla presidenza 2024.



La parodia di una delle canzoni del musical Grease dedicata ad Andrew Cuomo

E oggi…

Oggi, anzi ieri, per la precisione, 10 Agosto 2021, Cuomo è diventato l'ultimo “pezzo grosso” sbattuto giù a forza dal piedistallo dal movimento sociale contro gli abusi sessuali e le molestie #MeToo, quello che ha scosso la politica, Hollywood, il mondo degli affari e del lavoro, aprendo le porte del carcere a più di un ricco e potente che si considerava "intoccabile".

Con un messaggio video di una ventina di minuti, il sessantatreenne (ma ben portati) Governatore dello Stato di New York, ha annunciato di volersi “mettere da parte” a seguito dell’inchiesta che lo vede accusato di aver molestato 11 donne del suo staff e di averne danneggiata professionalmente un’altra, che aveva avuto il coraggio di denunciarlo in passato. 


Il momento in cui Cuomo si rivolge alle sue figlie durante il discorso con cui si è dimesso. «Il vostro papà commette errori», ha detto. 

«Combattere le accuse pur rimanendo in carica paralizzerebbe il governo dello Stato di New York e costerebbe ai contribuenti milioni di dollari, in un momento in cui la pandemia di Coronavirus rappresenta ancora una grave minaccia», ha detto Cuomo prima di prendere le distanze da ogni accusa, ammettendo il fatto ma non l’intenzione («Accetto la piena responsabilità per quelli che ai miei occhi erano solo battute simpatiche, complimenti mal concepiti, o gesti d’affetto paterno»).

«Penso, date le circostanze, che il modo migliore di aiutare, ora, sia quello di farmi da parte e lasciare che il governo torni a governare. E questo è quello che farò», ha detto con i lucciconi e una voce che si faceva sempre più rotta, prima di annunciare che, tra due settimane esatte, il suo posto verrà preso da Kathy Hochul, la sua vice, che passerà alla storia come la prima donna Governatore dello stato di New York.
«Essere “New York Tough” [ovvero un “duro di New York”, ndr] significa amare New York, e io la amo e amo voi, e tutto quello che ho sempre fatto è stato in nome di quell’amore. E voglio fare la cosa giusta, per voi. Perchè non sono io quello che conta, ma voi», ha anche aggiunto con un picco lirico degno del miglior “ti lascio perchè ti amo troppo” che più o meno tutti abbiamo detto (o ci siamo sentiti dire) nella vita.




L'edizione integrale del discorso di Andrew Cuomo 

E i Newyorkesi, come hanno preso questo addio? Nelle strade di Manhattan e nei palazzi della politica l’opinione è più o meno unanime: Cuomo ha fatto la cosa giusta, doveva dimettersi. Almeno ha dovuto farlo oggi, nel 2021, perchè in altri tempi, lo semi-giustificano altri (anzi, altre) forse se la sarebbe cavata.
Ma cominciamo la galleria dei commenti partendo dai "colleghi" dell'ex Governatore, e in particolare da un altro Italo-Americano, il sindaco di New York Bill De Blasio, che non ha mai nascosto il suo antagonismo verso Cuomo, e non ha perso l’occasione per commentare le sue dimissioni con toni al vetriolo: «Attenzione, non confondiamo le cose. L’unico gesto coraggioso qui è quello delle sopravvissute che hanno deciso di raccontare le loro storie. Andrew Cuomo si sarebbe dovuto dimettere già da un pezzo, per il bene di tutta New York», ha dichiarato in conferenza stampa subito dopo l’annuncio televisivo dell'ex collega.




Il Governatore Andrew Cuomo (a sinistra) e il sindaco Bill de Blasio (a destra), durante uno dei loro consueti incontri-scontri poilitici

 

Con le stesse parole (“Necessary and long overdue”, dimissioni necessarie e dovute da un pezzo) si è espressa anche Alexandria Ocasio-Cortez, che su twitter scrive: «Quando chi abusa del proprio potere comincia ad accusare tutti gli altri di aver “frainteso” i propri gesti [abusivi], spesso sta solo cercando di accattivarsi le simpatie di coloro i cui simili gesti sono stati (o potrebbero essere) “fraintesi”». E continua: «Ma l'atmosfera di timore e intimidazione che queste persone creano attorno a sè è intenzionale e difficilmente può essere fraintesa. Se non si traccia una linea netta tra ciò che è lecito e ciò che non lo è, se si continuano a silenziare le vittime e a prendersela con chi denuncia, gli abusi continueranno».


Gov. Cuomo’s resignation is necessary and long overdue. But there is still a large amount of work ahead to account for and reverse the ways our institutions were molded over years to maximize the impunity and lack of transparency necessary for these abuses to unfold as they did.

Chuck Schumer, senatore per lo stato di New York e leader della maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, punta l’attenzione sulle vittime: «In primo luogo, voglio elogiare le donne coraggiose che si sono fatte avanti e hanno raccontato coraggiosamente le loro storie. Nella politica, nella società e nel mondo non c'è più posto per le molestie sessuali. L'annuncio del governatore Cuomo di dimettersi è stata la decisione giusta per il bene della gente di New York e del Paese intero».
E lei, il Procuratore Generale dello Stato di New York Letitia James, la donna che ha “denudato il re” ascoltando 179 testimoni, esaminando 74mila documenti e redigendo un dossier di 165 pagine, che dice? 

«Oggi si chiude un capitolo, questo è un giorno triste per New York perché gli investigatori hanno concluso che il governatore Cuomo ha molestato sessualmente più donne e, nel farlo, ha infranto la legge. Ma oggi abbiamo anche compiuto un passo importante verso la giustizia. Nessun uomo, per quanto potente, può essere autorizzato a molestare una donna o ad intimidirla, violando le leggi sui diritti umani. Punto e basta», ha scritto la James in un comunicato stampa. «Ringrazio il Governatore Cuomo per il contributo che ha dato al nostro Stato. Il vice Governatore, Kathy Hochul, aiuterà New York ad entrare in un nuova era. Dobbiamo continuare a costruire sui progressi già fatti e migliorare la vita dei newyorkesi, in ogni angolo dello Stato. So che siamo in buone mani con il Governatore Hochul al timone, e non vedo l'ora di continuare a lavorare con lei», ha concluso la James.
Con un sorriso smagliante, giusto un filo di trucco, e un sobrio tailleur pantalone blu a maniche lunghe (nonostante oggi ci sia un'allerta caldo a New York), Kathy Hochul, il primo governatore donna della storia dello stato di New York, ha preso la parola in pubblico a 24 ore di distanza dall'annuncio del suo predecessore. In un discorso televisivo rivolto all'intero Stato ha detto di essere preparata all'incarico che la aspetta, per quanto inaspettato sia stato l'annuncio di Andrew Cuomo (il sorriso sembra un po' un ghigno a questo punto). Il precedente inquilino ha chiesto un paio di settimane per sgomberare, e lei ci ha tenuto a specificare che i giorni mancanti all'ora X sono ormai 13. Variante Delta, crisi economica, ritorno a scuola, piccoli imprenditori e disoccupati, La Hochul li ha toccati al volo in una botta sola, concludendo con una solenne promessa a tutti i newyorkesi: «Mi batterò per voi senza sosta ogni singolo giorno, come ho sempre fatto e sempre farò». "New York tough" anche lei? Se volete avere maggiori dettagli ecco il discorso per intero.

 
Kathy Ochul, primo Governatore donna dello Stato di New York, parla in diretta ai newyorkesi il giorno dopo le dimissioni di Andrew Cuomo

E il Presidente Joe Biden che dice? La scorsa settimana, quando il dossier della James -e le relative accuse- sono state rese pubbliche, ha detto che riteneva opportune le dimissioni del Governatore. Ma poche ore dall’annuncio delle dimissioni, alla domanda di un cronista (durante un incontro stampa per tutt’altri motivi), ha risposto più "in stile Biden". Dopo essersi accertato che la domanda riguardasse unicamente un giudizio sulle azioni politiche di Andrew Cuomo, ha detto: «Il Governatore ha fatto un ottimo lavoro, in molti campi, dall’accesso al voto alla realizzazione di infrastutture e molto altro ancora. E per questo che è così triste dover assistere a tutto questo. Io rispetto Cuomo come Governatore e rispetto la decisione che ha preso».

E quando, incalzato da una reporter donna, ha dovuto spiegare il suo concetto di “ottimo lavoro”, ha specificato che: «Una cosa è dover giudicare il comportamento personale dell’uomo e un’altra il suo agire come politico, e io mi riferisco a quello che Cuomo ha fatto, in 40 anni di politica, per il partito democratico e per lo Stato di New York», ha concluso con il suo miglior sorriso "da nonno" prima di eclissarsi con garbo.

Ma se i politici sono “integerrimi” (inclusi i compagni di partito, che hanno dichiarato di voler comunque approvare una richiesta di impeachment, nonostante le dimissioni di Cuomo), i cittadini di Manhattan sono un po’ più teneri. 

«Sono davvero deluso. Avevo un sacco di rispetto per lui, ma… Si sapeva che il ragazzo ha un lato debole, ed è un peccato», dice Enzo, 65 anni, proprietario di uno storico negozio di “italian import” a Little Italy (vende di tutto, dalle carte napoletane, ai calendari di Barbanera, alle guarnizioni per la moka Bialetti). «Sono sorpresa che il suo Ego gli abbia permesso di dare le dimissioni», gli fa eco la moglie (americanissima, biondo platino e imbottita di botox) Steph.

«Vorrei che non si fosse dimesso, è un bravo ragazzo», commenta un cliente Arthur Lobianco, 47 anni, italiano di seconda generazione. «Durante la pandemia si è sempre assicurato che avessimo tutti da mangiare», aggiunge, prima di rispondere al figlio 17enne che gli chiede: «Pà, chi è Cuomo?». Sua moglie, Gina, interviene: «Onestamente, come donna, mi dispiace per il ragazzo», dice. «Ovviamente io simpatizzo con le donne, ma non sono come quelle donne, e penso che Cuomo abbia fatto molte cose buone per la nostra città».

Le reazioni, insomma, oscillano tra la tipica indifferenza newtorkese, un cauto entusiasmo per il primo Governatore donna, e la saggezza di Joan Strauss, 84 anni, storica transgender MtoF del Lower East Side.

«Sono di una generazione diversa io. Sono pre-MeToo», dice. «Cuomo ha fatto bene a dimettersi anche se, onestamente, un po’ di accuse credo che siano cazzate, cose montate un po’ insomma, per fare scena. Però conosco i tipi come lui, e so come fanno, più si sentono forti più sono suscettibili, e diventano aggressivi. Non accettano il “no” e possono renderti la vita sgradevole», continua. E aggiunge che mentre ai suoi tempi lei può aver tollerato un simile comportamento, dai suoi colleghi maschi prima (quando era ancora un lui), e dai corteggiatori inopportuni poi, sua nipote e la generazione di sua nipote lo trovano inaccettabile. Ed è giusto così.

«If you can’t make it here, you can’t make it anywhere» (se NON puoi farlo qui -a New York- non puoi farlo da nessuna parte), conclude canticchiando una parafrasi del capolavoro di Frank Sinatra. Poi si siede sullo sgabellino del suo deambulatore, tira fuori una sigaretta elettronica con olio alla mariuana, fa un paio di profonde boccate (senza neanche un colpo di tosse), me ne offre un po’ (rifiuto, ho la mia), e strizzando l’occhio aggiunge: «Sex, drug, and rock’n roll, it’s New York baby!».