Parte la campagna: chi non ama New York (anche con il Covid) non merita di viverci

I ricchi fuggiti dai quartieri chic non saranno più i benvenuti. Lo dice il sindaco De Blasio e la provocatoria campagna di un gruppo di artisti

La provocatoria campagna "NewYork Is Dead"

La provocatoria campagna "NewYork Is Dead"

globalist 20 febbraio 2021
di Erika Suban

Dal giorno 1 dell'era Covid la classica lamentela che si sente fin dagli anni ’90, “New York non è più quella di una volta”, è improvvisamente passata a dichiararne la morte.
New York è morta. Non tornare. I cartelloni con queste parole sono apparsi lungo il Sunset Boulevard a Los Angeles. Qualche giorno dopo lo stesso messaggio è apparso nel cielo sopra Miami.


Il banner pubblicitario nel cielo sopra la spiaggia di Miami con la scritta provocatoria «New York è morta, non tornate».
Ma c'è chi non la pensa affatto così.
«Chi non la ama abbastanza da restarci durante il Covid non la merita. Vivere a New York è come un matrimonio, si rimane nel bene e nel male. Se non appena le cose si fanno difficili decidete di scappare, non siete degni di viverci». Lo dice anche il sindaco Bill de Blasio: «Non ho intenzione di supplicare la gente di restare. So che questa città si riprenderà. Lo so. E so che altri arriveranno. Lo hanno fatto per generazioni».


Il sindaco Bill De Blasio reagisce contro la "fuga da New York" 

I quartieri che si sono svuotati durante il lockdown erano i più esclusivi della città. I suoi residenti si sono trasferiti a Los Angeles, a Miami, e persino a Tulum in Messico. Spesso alla ricerca della vita frenetica che caratterizzava la Grande Mela prima del Covid.
Secondo le stime di Unacast circa 3.57 milioni di persone hanno lasciato New York City, ma circa 3.5 milioni di persone con un reddito medio inferiore si sono trasferite in città durante lo stesso periodo. Ha perso quindi 70.000 persone nel 2020, e perso circa 34 miliardi di dollari di reddito. 
StreetEasy ha rivelato che gli affitti sono diminuiti tra febbraio e luglio nei quartieri di fascia alta, incluso il distretto finanziario del centro, ma gli affitti hanno continuato ad aumentare nei quartieri meno esclusivi.
Insomma, New York non è affatto morta, è solo meno ricca.
E chi è rimasto lo sa bene. Come Jerry Seinfeld, che ha risposto a tono ai cupi vaticini dei NewYorkesi in fuga, addirittura con un editoriale sul New York Times: «Energia, attitudine e personalità non possono essere trasferibili nemmeno attraverso le migliori linee in fibra ottica», scrive il comico. «Questo è il motivo principale per cui molti di noi si sono trasferiti a New York in primo luogo. I veri, duri newyorkesi che, diversamente da te, l'hanno amata e capita, sono rimasti e l'hanno ricostruita».

Jerry Seinfeld ospita Barack Obama in una puntata dello show Netflix Comedians in Cars Getting Coffee.

La campagna "New York è morta" non è quindi una iettatura ma una lettera d'amore scritta dai creativi di The Locker Room, Samara Bliss e Graham Fortgang. Gli artisti made in Brooklyn hanno realizzato i cartelloni di Los Angeles e le altre installazoni deridendo l'idea che la città possa essere al tramonto, e hanno lavorato al progetto "New York is Dead” con altri artisti di New York come Jasper Socia, Julian Kahlon, Adam Shwartz, Dada Shikako.
Musicisti, fotografi, un poeta, un artista di collage e un regista, uniti per creare delle opere d’arte che verranno esposte alla fine del mese nella galleria che sperano di aprire a marzo e poi di portare in giro per il paese. La fotografa Mara Catalan documenterà il programma e i Duefunk (Willli Dufault e Niko Koloseus) produrranno un album compilation con gli artisti che faranno parte di un residency program.
A New York i manifesti sono arrivati nelle strade di Brooklyn e nel centro di Manhattan, nonché nella stazione della metropolitana di Second Avenue / Bowery F: "Non c'è Broadway, ma ci sono molti personaggi in giro;" "Trasferirsi a L.A. non risolverà i tuoi problemi;" "Siamo solo io e te qui adesso;" e "New York's Not Dead. È solo underground”.


L'installazione nella linea L della metropolitana

Coloro che hanno lasciato New York City in mezzo alla peggiore pandemia non sono esattamente i benvenuti, ma il messaggio è soprattutto per quelli che sono rimasti. «Siamo dei romantici che incoraggiano tutti a vedere il lato positivo e celebrare coloro che sono ancora qui e stanno diventando più forti», ha spiegato Fortfgang.
«Ovviamente, la città è cambiata molto a causa della pandemia, chiaramente alcuni momenti sono stati davvero dure per la città, ma in alcune parti sembrano che stessimo aspettando questo momento da molto tempo», ha aggiunto il creatore di The Locker Room. «Questo progetto è una lettera d'amore per tutti coloro che scelgono di ricostruire New York insieme».